
La primavera è...risveglio!
PREMESSA: ho voluto fare un esperimento: portare gli alunni e le alunne in un campo a raccogliere le erbe spontanee.
Come mi sono organizzata: per prima cosa ho chiesto alla Dirigente, poi ho chiesto alle famiglie se c'era qualche nonno/a o loro conoscente esperto e congiuntamente ho chiesto se i nonni avevano piacere di accompagnarci.
Ho preparato i bambini per questa esperienza.
Abbiamo individuato un campo non tanto distante dalla scuola e privo di inquinanti, smog, ecc. Nonna Enrica che ci ha accompagnato ha parlato con i proprietari dell'appezzamento che sono stati felici di metterci a disposizione lo spazio e guidati dal signor Vittorio, esperto di erbe spontanee, nonna Enrica, conoscitrice "amatoriale" e nonno Tano, che si chiama Agostano, ma che tutti chiamiamo Tano, ci siamo avventurati.
Entusiasmo e curiosità non sono mancati, ma anche silenzio.
Nel processo di preparazione ho proprio detto loro di assaporare il silenzio della campagna, osservare i gesti semplici che si fanno nella raccolta. Guardarsi intorno, attenzionare le piccole erbe, chiedere al signor Vittorio la sua opinione.
In men che non si dica sono stati in grado di riconoscerle più velocemente di me.
La tecnologia ci è venuta in aiuto e dopo aver fotografato le erbe, le abbiamo inquadrate con un'app per il riconoscimento e confrontato così il nome dialettale con quello ufficiale in latino, abbiamo scoperto anche l'origine di alcune di esse.
Il tutto mentre i nonni ci raccontavano aneddoti della loro infanzia.
Così una mattinata a scuola è volata via come il vento primaverile.
In classe, da bravi "vecchietti" ci siamo dedicati ad una delle occupazioni più rilassanti e di concentrazione che facevano una volta i bambini, non sbucciare i piselli, ma togliere dai mazzetti raccolti i fili d'erba, le foglioline secche, la terra.
Ultimo passaggio, abbiamo mescolato tutto e ognuno si è portato a casa qualche mazzetto di erbe spontanee.
Alcune mamme hanno mandato la foto delle erbe cotte. Chissà se anche i bambini le hanno assaggiate?!
I giorni dopo abbiamo fatto le stazioni:
1. racconto dell'esperienza della raccolta delle erbe spontanee;
2. ricerca e scrittura nel quaderno di scienze dei nomi dialettali e scientifici delle erbe che abbiamo trovato e le loro proprietà;
3. invento un racconto fantastico a partire dallo spunto: "Una mattina arrivano gli invasori nel campo della povera coccinella. Cosa succede? Che ci fanno lì? Cosa fa la coccinella? Arriva qualche altro personaggio?..."
4. disegno le erbe
Le stazioni hanno ruotato non nella mattinata, ma nella settimana.
Al termine della rotazione, ogni gruppo della stazione 3 ha letto agli altri il racconto fantastico realizzato.
Il prossimo passaggio sarà piantare le erbe officinali.
Metacognizione sull'attività:
Difficile prepararla? No.
Motivante? Sì.
C'è il movimento? Sì e tanto, ma ordinato
Fattori positivi: movimento, aria aperta, sole, silenzio, riscoperta di vecchie abitudini e nomi dialettali, concentrazione sia nel campo per individuare le erbe, sia a scuola per fare un primo lavoro di pulizia dalla terra, dalle erbacce ecc, lavoro in gruppo, condivisione collettiva.
Ed è una bella occasione anche per noi insegnanti di stare all'aria aperta, muoverci, condividere con i bambini e le bambine uno spazio e un tempo scolastico, fuori dalla scuola; per prendiamoci una pausa tutta per noi .
Fattori negativi: attenzione alle allergie (pollini, erbe, punture d'insetti ecc), e alle erbe come l'ortica, ma anche quello serve per riconoscerla. Sarebbe importante avere un conoscitore esperto.